Il Led è ormai entrato a far parte della nostra esperienza quotidiana. Sono alimentate a Led molte lampade e faretti di ultima gerazione ma questa tecnologia è sempre più presente anche in accessori e oggetti di uso comune che necessitano di un’illuminazione miniaturizzata e a basso consumo, come gli schermi dei tv e dei telefonini, le barre utilizzate per illuminare l’interno degli armadi e dei cassetti, i segnali stradali e i fari delle automobili.

I Led (acronimo di “Light emitting diode”, diodo che emette luce) sono realizzati con una serie di strati di semiconduttori che trasformano l’elettricità in particelle di luce (fotoni) senza disperdere calore. Per le caratterisiche di efficienza e durata che garantiscono (50.000 ore ed oltre, a seconda dei modelli) hanno soppiantato le vecchie lampadine a incandescenza e anche le più recenti alogene o fluorescenti. Ma sono soprattutto i bassi consumi a renderle vincenti: i Led, infatti, riescono a utilizzare l’energia elettrica che consumano solo per emettere luce senza disperdere calore come gli altri sistemi, per cui ottimizzano l’energia impiegata senza sprecarne parte nell’emissione di calore. Utilizzando la stessa quantità di energia, una lampada Led emette quattro volte più luce di una a fluorescenza e venti volte di più di una a incandescenza. La durata maggiore si traduce in un notevole risparmio su scala globale, se consideriamo che un quarto dell’energia elettrica mondiale è utilizzata per l’illuminazione.

A riprova della loro importanza, il premio Nobel per la fisica 2014 è stato assegnato a tre scienziati giapponesi, Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura che per primi hanno prodotto il diode a luce blu, indispensabile per creare, in combinazione alle componenti rossa e verde, il Led a luce bianca, così come noi oggi lo conosciamo. La scoperta dei tre ricercatori giapponesi risale ai primi anni Novanta e ha aperto la strada alla rivoluzione luminosa di cui oggi possiamo beneficiare.